FASULEN FA TESTAMENT CUNTAND STORI DLA SO ZENT
ZIRUDELLE DEL CARNEVALE DI RENAZZO
di Bruno Bertelli
2021
Collana “Quaderni e studi renazzesi” – n°5

Si tratta di un affresco storico-folkloristico su Renazzo e i suoi personaggi più caratteristici, negli anni compresi tra il 1977 e il 2013, attraverso una collezione di quei componimenti rimati in dialetto, noti col nome di zirudelle, recitate dalla maschera di Fagiolino al termine del carnevale paesano.
Attento a non perdere il contatto sia coi giovani che poco hanno “masticato” il dialetto, sia con le persone venute da fuori ad abitare a Renazzo, l’autore si è preoccupato di trascrivere le 20 zirudelle dialettali in altrettante “rimate” in italiano. Nel libro si trovano così 41 composizioni tutte in rima.
Bruno Bertelli, la cui passione per la zirudella la deve al fratello maggiore, completa questa raccolta proprio con due zirudelle composte e declamate dal fratello Francesco nelle edizioni carnevalesche del 2011 e del 2013.
Nel libro si trovano avvenimenti, fatti, vicende e personaggi della vita locale e nazionale che l’ironia, la satira, il sarcasmo, gonfiano e ricamano in modo caricaturale secondo lo stile tipico della zirudella. Tuttavia le storie di questo libro si aprono spesso a orizzonti più ampi rispetto alle piccole “beghe locali”, e colgono momenti di passaggio significativi, per tutti il nuovo millennio e l’avvento dell’euro.
L’ampia documentazione fotografica, anche a colori, aiuta a riscoprire le origini del carnevale di Renazzo, con le due società carnevalesche d’eccellenza (Poligono e Rondinella) sorte in paese negli anni ‘50 del secolo scorso.
Alla realizzazione del volume hanno contribuito il Circolo Culturale Amici del Museo APS di Renazzo, il Comune di Cento – Assessorato ai Servizi Bibliotecari – e il Comitato Organizzatore del Carnevale di Renazzo.

I volumi sono ancora disponibili.


RENAZZO, CHIESA DI SAN SEBASTIANO
VOLTI E VOCI DI UN POPOLO ATTRAVERSO L’ARTE
2020

Poter rientrare, il 2 settembre del 2018, nella Chiesa parrocchiale di San Sebastiano dopo il sisma del 2012 è stato senza dubbio motivo di grande festa per tutti i renazzesi. Tutto così ben restaurato, tirato a nuovo, ripristinato secondo l’originaria collocazione, tutto così luminoso, armonico. Una gioia per gli occhi e per lo spirito, come si suol dire.
Ma, fu il nuovo parroco don Marco a suggerirlo, c’era bisogno, per la comunità, anche di una narrazione che in qualche modo restituisse un’anima, una storia viva, alle pietre della nostra bella chiesa e ai più importanti capolavori artistici che essa custodisce da secoli: le tre tele del Guercino e il San Sebastiano di Benedetto Gennari jr.
Perché una Chiesa dal progetto tanto ambizioso per una piccola comunità di campagna nella diocesi bolognese di metà Settecento?
Perché ben tre tele di un ancor giovane ma già affermato e conteso pittore come Il Guercino andarono a impreziosire una malandata Chiesa parrocchiale risalente al secolo XV, prima di trovare più degna collocazione, oltre un secolo dopo la loro commissione e realizzazione, in quella attuale?
Perché fu invece affidata al nipote del Guercino, Benedetto Gennari jr. la rappresentazione pittorica di San Sebastiano, divenuto in un momento non precisato ma certo successivo alla fondazione della prima parrocchia, anche il Santo protettore della comunità di Renazzo?
Di quali voci, volti, intenzioni e sentimenti possiamo trovare i riflessi nella bellezza artistica che ancora oggi ci circonda ogni volta che entriamo in Chiesa?
Valeria Tassinari ha messo le sue profonde conoscenze di critica e storica dell’arte, la sua passione di divulgatrice e la sua sensibilità personale a servizio di un progetto nato su queste premesse e ci ha regalato sette bellissimi testi carichi di suggestioni emotive che sono state lette e interpretate una prima volta il 20 gennaio 2019 (prima occorrenza liturgica di S,Sebastiano dopo il rientro nella chiesa restaurata) e, sull’onda del successo e dell’apprezzamento ricevuto, una seconda volta il 19 gennaio 2020.
I testi sono stati raccolti dal Circolo Culturale “Amici del Museo” in questo piccolo opuscolo, accompagnati dalle immagini dei quadri della Chiesa di San Sebastiano.

I volumi sono ancora disponibili.


EMOZIONI DI CANTIERE
IL RESTAURO DELLA CHIESA DI SAN SEBASTIANO E DEL CAMPANILE DI RENAZZO
2018

Il terremoto del 2012 aveva danneggiato la chiesa, togliendoci la possibilità di radunarci nel luogo che da secoli è la nostra casa. Il parroco don Ivo Cevenini ha affrontato energicamente le difficoltà e i disagi legati al sisma e nel 2017 ha visto concretizzarsi i lavori di ristrutturazione. A lavori conclusi sarebbe stato felicissimo di fare da cicerone ai suoi parrocchiani nelle visite al sottotetto della chiesa e, con la collaborazione del gruppo campanari, intendeva far ripartire le giornate dedicate al Campanile Aperto. Per lasciare una testimonianza di questi due anni di lavoro e di cantiere ha chiesto la collaborazione di Officina Controluce. Mirco, Enrica, Luca, Lorenzo e Alba, accompagnati da Maurizio Colletti responsabile del Circolo e coordinati dall’ingegnere Angelo Bonzagni, hanno avuto il privilegio di entrare nel cantiere a catturare immagini. Scatti che possono farvi annusare l’odore intenso della polvere o farvi provare le vertigini dell’affaccio sul vuoto. Foto che evocano l’eco dei passi delle persone al lavoro o il continuo scricchiolio dei ponteggi, la meticolosità e la concentrazione degli operai che lavorano e la soddisfazione nei loro occhi, il sorriso compiaciuto di don Ivo che vede i lavori portati avanti con competenza e passione. Questa pubblicazione si arricchisce anche degli scritti di don Ivo, don Marco Ceccarelli che gli è succeduto proprio nel giorno della riapertura, del Vescovo Zuppi; non mancano le testimonianze dei tecnici, che ci raccontano le loro emozioni vissute durante il restauro.
La storia di questo cantiere è tutta emozionante ed è stata scritta per il futuro.

I volumi sono ancora disponibili.


L’OSSIGENO DELL’ANIMA
QUANDO LA PASSIONE È PROGETTO DI VITA
2016
Collana “Personaggi, Storie e Tradizioni” – n°5

Questa volta il gruppo Officina Controluce ci propone una galleria di ritratti delle eccellenze che ci circondano, eccellenze intese come persone che nel proprio lavoro o nel tempo libero fanno qualcosa di apparentemente normale ma in un modo così speciale che li ha portati a raggiungere successi e traguardi importanti. Gli ambienti immortalati e i soggetti sono i più disparati. La ricerca fotografica ha spaziato nel mondo dello sport giovanile, fra musica e poesia, in alcuni capannoni-officina dei carri del carnevale, scrutando artisti del pennello e della matita, dello scalpello ma anche del gelato. E la sorpresa è stata grande: siamo circondati da ragazzi, uomini e donne, artisti e sportivi, accomunati da una forte passione per quello che fanno, da un impeto che spinge ognuno ad un impegno sempre maggiore che porta al costante miglioramento e al raggiungimento di risultati eccellenti. Gente che dedica gran parte del proprio tempo libero agli altri, gente che coltivando una propria passione ne ha fatto una professione. Lo stesso impeto che troviamo negli scatti a volte precisi, a volte riflessivi, immediati, casuali, impetuosi di Enrica, Federica, Mirco, Andrea Luca e Lorenzo, che rendono nuovamente omaggio alla nostra terra.

I volumi sono ancora disponibili.


IL RENO
ACQUA CHE SCORRE, IL FIUME SI RACCONTA
2015
Collana “Personaggi, Storie e Tradizioni” – n°4

Il Reno è una presenza costante e scontata nel nostro paesaggio e, come tale, non lo degniamo di attenzione tranne in occasione delle sue piene periodiche, quando minaccia le nostre case. Questo soggetto ha richiesto al gruppo dei fotografi una ricerca preliminare storico-geografica, ma ha riservato loro parecchie sorprese in corso d’opera. La stessa sorpresa provata poi dai visitatori della mostra, improvvisamente consapevoli di ignorare tutto del fiume, al di fuori del breve tratto che viene frequentato, magari per una passeggiata sugli argini. Innanzitutto, abbiamo appreso l’origine del nome, che è celtico e significa “acqua che scorre”, il luogo in cui nasce, le strutture dislocate lungo il suo corso (ponti, chiuse, lidi attrezzati) ed infine la foce, nel ravennate. Ma il racconto che si snoda nelle pagine di questo volume non è fatto solo di paesaggi, è punteggiato da incontri inaspettati, che ci dicono quanta vita ci sia ancora attorno alle rive del nostro fiume. Per secoli gli uomini l’hanno usato come via di comunicazione o fonte di energia, oggi è soprattutto luogo scelto per il tempo libero.
Questo lavoro ha segnato l’inizio dell’autonomia del gruppo Officina Controluce, dal momento che Andrea Samaritani ha dovuto rinunciare per i troppi impegni professionali. L’ottimo risultato dimostra il suo valore come insegnante: ha messo i fotografi in grado di affrontare ogni aspetto della produzione -organizzativo, tecnico, estetico- e ha guidato ciascuno alla creazione del proprio linguaggio personale.

I volumi sono ancora disponibili.


COSA RIMANE
I MESTIERI, LA GASTRONOMIA E LE TRADIZIONI DELLE TERRE DELLA PARTECIPANZA AGRARIA DI CENTO
2014
Collana “Personaggi, Storie e Tradizioni” – n°3

La fotografia permette a chi vi si dedica una grande ricchezza di possibilità espressive, affinando tecnica e capacità di cogliere l’interiorità delle persone ritratte.
Andrea Samaritani ed il gruppo degli allievi hanno continuato questo lavoro raffigurando alcune delle tradizioni, delle arti e dei mestieri che caratterizzano Renazzo e le zone circostanti. Usiamo le parole che Andrea Samaritani ha usato per introdurre il catalogo fotografico: “Cosa rimane nelle fotografie che gli allievi del laboratorio Officina Controluce hanno realizzato nel corso dell’anno 2014? Rimane la testimonianza, la documentazione di una comunità territoriale che si ritrova, che si vede nelle fotografie che la ritraggono nel migliore dei modi… Rimane il ricordo visivo di tante storie che si intrecciano e formano insieme la cultura storica del territorio che fa perno in Renazzo e si dirama nei comuni limitrofi, tracciando una mappa geografica che coincide con le terre delle Partecipanze Agrarie di Cento e di Pieve di Cento.”
I mestieri, la gastronomia e le tradizioni sono gli ambiti nei quali i ragazzi si sono mossi, proponendoci le loro immagini delle persone che continuano attività dall’origine lontana nel passato, ma ancora ricche di interesse ed opportunità per i giovani che vi si approcciano.
Il gruppo si è arricchito di una nuova collaboratrice, Alba Balboni, che ha scritto i testi.

La mostra ed i volumi hanno riscosso molto interesse e gradimento, dimostrato anche dal fatto che questi ultimi sono andati esauriti.



OFFICINA LAMBORGHINI
Catalogo della mostra fotografica
2013
Collana “Personaggi, Storie e Tradizioni” – n°2

Seconda mostra, e relativo catalogo, nato dalla collaborazione fra il Circolo e Andrea Samaritani, a cui si aggiunse un terzo soggetto: l’Amministrazione Comunale di Cento, che sostenne il progetto dandogli una prospettiva futura. L’obiettivo consisteva nel ricercare i temi e gli aspetti caratteristici del nostro territorio e raccontarli per immagini. Il soggetto dell’anno fu scelto per il cinquantenario della costruzione della prima automobile Lamborghini, ma un personaggio come Ferruccio non poteva non essere protagonista di un discorso sulle realtà di spicco di Renazzo. La ricerca compiuta dai fotografi ci ha svelato un mondo: musei esistenti ed in fase di realizzazione, collezioni di trattori ed automobili, la prima officina di Ferruccio (che ha dato il nome alla mostra) e persone con ricordi affascinanti da raccontare, come Valentino Balboni, storico collaudatore dei bolidi Lamborghini. Al gruppo iniziale dei fotografi si aggiunsero Federica Brunelli, Enrica Gilli e Andrea Tomba.
“L’approccio stilistico del laboratorio fotografico è stato fortemente condizionato dalla voglia di raccontare in una chiave poetica, narrativa, artistica e quando ci è stato possibile anche inedita e inaspettata, quell’universo di macchine agricole e supercar che partendo da Renazzo sono state lanciate alla conquista del mondo” (A. Samaritani)
La mostra fu installata a Villa Chiarelli in occasione della Fiera delle Pere del 2013 a Renazzo.

I cataloghi sono ancora disponibili


LA BANDA ROSSO MATTONE
Catalogo della mostra fotografica sulla Banda Parrocchiale di Renazzo
2012

Andrea Samaritani, professionista della fotografia apprezzato in campo nazionale, aveva tenuto un corso di fotografia promosso dal Circolo; al termine ci propose di continuare a lavorare con un gruppo di dilettanti che avevano dato prova di passione, capacità e desiderio di lavorare in squadra. Propose anche il tema: la banda di Renazzo. Seconda mostra fotografica dedicata alla musica a Renazzo, quindi, ma nessuna ripetizione, bensì continuità negli intenti. La guida di Andrea è stata innanzitutto artistica, ma ha lavorato anche sulle diverse personalità dei fotografi (Mirco Balboni, Luca Govoni, Lorenzo Guerzoni e Walter Sau) perché scoprissero un proprio approccio ai soggetti da ritrarre ed esprimessero il loro “sentimento della vita”. Il risultato finale ha emozionato i visitatori, suscitando calorosi apprezzamenti, ed ha segnato l’inizio di una bella collaborazione del Circolo con il fotografo Andrea Samaritani.

I cataloghi sono ancora disponibili.


I RENAZZESI E LA MUSICA
Catalogo della mostra fotografica
2009

Il Circolo Amici del museo ha dedicato la sua terza mostra fotografica al rapporto dei renazzesi con la musica, per ricercare e documentare le origini del fermento di attività musicali presenti nel nostro territorio. Secondo un modello ormai collaudato, il Consiglio ha richiesto la collaborazione della comunità per reperire le fotografie, e attraverso esse ha raccontato una passione presente fin da tempi difficili, segnati dalla fatica e dalla povertà. Non esistevano scuole di musica in paese, se si esclude la banda, tuttavia il talento riusciva a farsi strada: si imparava a suonare uno strumento “a orecchio” stando accanto a qualcuno già esperto, magari in famiglia. In tempi in cui la televisione non esisteva e la sera ci si riuniva, la musica era portatrice di gioia e di sollievo dalla fatica, occasione di incontro e di festa. Con l’evolversi della società anche il rapporto con la musica cambiava: si emulavano modelli che venivano dall’estero e si accentuava l’aspetto spettacolare, esibendosi sui palcoscenici di fiere e veglioni, sognando un futuro di successo. Arrivando ai giorni nostri si può dire che è cambiato l’approccio alla musica, diventando più tecnico e professionale, sostenuto dall’attività di diverse scuole. In questo panorama due realtà si distinguono per il ruolo che ricoprono: i Campanari e la Banda, ritornati a nuova vita grazie all’iniziativa e alla passione dei giovani.
La mostra venne allestita nel Museo Parmeggiani in occasione della Fiera delle Pere.

Cataloghi ancora disponibili.


NUETAR D’ARNAZ
MODI DI DIRE, CITAZIONI E PROVERBI DI RENAZZO E DEL CENTESE
di Brunello Melloni
2007
Collana “Quaderni e studi renazzesi” – n°4

Brunello era un appassionato cultore della produzione dialettale: raccoglieva componimenti, ne scriveva lui stesso, li studiava e catalogava. Aveva portato avanti anche un lavoro impegnativo e sistematico come la stesura di un dizionario renazzese-italiano, dedicandogli gran parte del suo tempo libero. Da quest’opera corposa, lui e Bruno Bertelli estrapolarono i modi di dire tipici del nostro paese, e li pubblicarono in questo libretto, accompagnandoli con le illustrazioni umoristiche, create ad hoc da Enrico Balboni, giovane illustratore renazzese
La lettura è facilitata dalle traduzioni e resa piacevole dalle note dell’autore. L’opera è strutturata in capitoli dedicati ai vari aspetti della vita quotidiana: la salute, l’alimentazione, i lavori di casa, ecc.
È un libro che può essere letto da tutti, e costituisce un valido aiuto per chi vorrebbe avvicinarsi al dialetto, pur non parlandolo.

I volumi sono ancora disponibili.



NOTE STORICHE E TECNICHE DEL RESTAURATO ORGANO ADEAODATO BOSSI-URBANI 1859
2005

Nell’aprile del 2005 la chiesa di Renazzo ritrovò il suo organo dopo un lungo ed accurato restauro, promosso e sostenuto dal Circolo Culturale “Amici del Museo”.
Il grido d’allarme era stato lanciato dal Maestro Davide Masarati, invitato ad eseguire un concerto su quello strumento dal parroco di Renazzo. Eravamo nel 1999. Si costituì un comitato, si coinvolse la comunità con il sistema del microcredito diffuso, un metodo collaudato in passato, e con il sostegno fondamentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento si portò a compimento l’opera. Naturalmente le difficoltà e la fatica non sono mancate, e lo testimoniano gli anni occorsi per la realizzazione. È con gratitudine che ricordiamo l’impegno del M° Masarati, che ha seguito costantemente il restauro con competenza e passione, e di Stefano Alboresi, che ha ricoperto il ruolo di coordinatore dell’intero progetto e gestito i rapporti fra i soggetti interessati (curia, soprintendenza, ditta restauratrice) svolgendo questo compito delicato con intelligenza e tenacia.
Il restauro scelto fu di tipo filologico: riportò lo strumento alle condizioni originarie, che erano state compromesse dalla “modernizzazione” effettuata nel 1943 in obbedienza alle prescrizioni liturgiche -operazione che l’aveva privato di tre file di canne, fra le altre cose.
L’organo fu inaugurato con un concerto formidabile, che ha visto il M° Masarati affiancato dal Petronius Brass Ensemble, che poi venne registrato su cd.
La storia dell’organo e del suo restauro sono state raccontate in questo opuscolo.

Gli opuscoli sono ancora disponibili. I cd sono esauriti.


I SANTI NELLE NOSTRE CASE
TEMPO DI VITA E RELIGIOSITÀ TRA ‘800 E ‘900
Catalogo della mostra di cromolitografie e incisioni sacre
2003

Terza mostra dedicata allo studio della tradizione, in questo caso l’aspetto religioso e la devozione popolare erano raccontate attraverso le immagini sacre di uso domestico. L’esposizione raccoglieva oleografie e cromolitografie prestate da collezionisti appassionati (Bruno Bertelli, Luigi Fabbri e Vincenzo Rabboni) e che facevano parte del povero arredo delle nostre case fino agli anni ’50. Numerose fra queste avevano un certo valore estetico e storico, ma tutte testimoniavano il sentimento religioso dei nostri predecessori. Essi avevano una chiara percezione dei propri limiti nei confronti della natura, e si affidavano alla Divina Provvidenza con umiltà e fiducia. Le immagini dei santi sono state esposte in ordine “cronologico”, cioè ogni santo rappresentava il mese in cui viene festeggiato, e le didascalie riportavano proverbi che li citano e cenni storici. Questa mostra fu allestita nel teatrino parrocchiale, grazie alla disponibilità di don Ivo Cevenini, ed è stata la prima di una lunga serie di collaborazioni fruttuose.

I cataloghi sono ancora disponibili.


ARTE GIOVANE
ESPRESSIONI DI CREATIVITÀ LOCALE
Catalogo della mostra
2001

La scommessa fatta dal Circolo con la realizzazione della prima mostra “Arte giovane” era basata solo su intenzioni e presentimenti. L’adesione di numerosi espositori e l’apprezzamento dei molti visitatori ne hanno decretato il successo. Ancora una volta la nostra comunità si è dimostrata ricca di talenti e soprattutto di passione, che porta le singole personalità ad esprimersi in molteplici forme.
Ricordiamo che l’aggettivo “giovane” del titolo non aveva una connotazione anagrafica, infatti anche in questa edizione si trovavano affiancati giovanissimi e adulti, persone alla prima esperienza in campo artistico ed altre che avevano già percorso un notevole cammino. Ciò che li accomunava era quell’irresistibile impulso a tradurre in forme e colori le proprie fantasie ed emozioni, la stessa gioia di farne partecipi gli altri.

I cataloghi sono ancora disponibili.


CERCO L’UOMO
ZIRUDELLE
di Giuseppe Collari
2001
Collana “Quaderni e studi renazzesi” – n°3

Cedendo alle insistenze di tanti amici, Giuseppe accettò di ordinare e pubblicare le zirudelle che aveva composto negli anni, e che conservava nella sua memoria. Era la modestia a trattenerlo, un senso di inutilità dei suoi lavori, di cui quasi chiedeva scusa, ma decisivo fu il lavoro paziente di Magda Cristofori e soprattutto di sua moglie Laura, che gli ricordarono che “le zirudelle non appartengono a me solo, ma erano ormai un po’ di tutti, in quanto riflettevano momenti di vita vissuti insieme e allora ho deciso per il sì”. E ha dedicato il libro alla moglie.
Lungo ed impegnativo fu il lavoro di trascrizione e correzione degli scritti, proprio per la natura orale del dialetto, che non ha regole sintattiche, e che fu portato avanti da Bruno Bertelli, Lilia Luppi e Luigi Fabbri.
Alla pubblicazione contribuirono il Comune di Cento e la Cassa di Risparmio di Cento.
Il libro incontrò subito il grande favore di chi già conosceva Giuseppe oppure semplicemente amava il dialetto e la tradizione popolare, infatti la raccolta è stata presentata anche al di fuori del paese: al MAF di San Bartolomeo, alla Casa dei risvegli Luca De Nigris di Bologna e in serate di beneficenza.
Giuseppe risolse il “problema” della lettura del dialetto proponendo la registrazione su cd della sua voce che recitava -in maniera unica ed impareggiabile- le zirudelle. L’intero corpo delle composizioni richiese 2 cd, che vennero realizzati nel laboratorio delle Missionarie dell’Immacolata di Padre Kolbe, a Sasso Marconi, ordine a cui appartiene la figlia Angela. La “base musicale” venne preparata e adattata dal maestro Gian Marco Grimandi, direttore del Coro Castellani della Valle.
Il Circolo decise di devolvere, da subito, il ricavato della vendita alle attività delle Missionarie, e continua a farlo.

Sia i libri che i cd sono ancora disponibili.


RENAZZO
UNA METEORITE RACCONTA LA NOSTRA STORIA
di Giordano Cevolani
2001

Questo libro non è una produzione del Circolo Culturale Amici del museo, che lo ha però sostenuto,
organizzandone la presentazione in paese.
Il dottor Cevolani, originario di Pieve di Cento, è primo ricercatore del CNR, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e dell’Oceano; si occupa di fisica dell’atmosfera e di astronomia dei corpi minori del sistema solare.
“Li 16 gennaio 1824. Circa le ore 9 pom. Dietro un rumore quasi di esplosione di canone sentito anche nel Finale e ad Argile ed all’intorno, ed il sibillo per l’aria nelle vicinanze di Renazzo che fu da tal’uno preso per suono quasi di un caviglione, cadde in Renazzo un aerolito poco sopra la chiesa ed in altro luogo ed un pezzo di questo era del peso di….”
Il sig. Professore di Storia Naturale nell’Università di Bologna Mons. D.Camillo Ranzani, scrisse questo documento dopo aver ricevuto la notizia dall’Arciprete di Cento Giacomo M.Bergamaschi.
Questo è uno dei documenti che si possono trovare nel libro, oltre, naturalmente, alle note tecnico-scientifiche. L’obiettivo di Cevolani è inquadrare sotto tutti gli aspetti l’importanza delle meteoriti, ed in particolare quella caduta a Renazzo, costituendo un libro interessante non solo per gli addetti ai lavori ma anche per chi è semplicemente appassionato ai problemi scientifici.
A tutti noi è sembrato motivo di orgoglio il fatto che una meteorite portasse il nome del nostro paese nel mondo, e di imbarazzo l’ignoranza diffusa di questo fatto, prima che Cevolani ce ne parlasse.

I volumi sono ancora disponibili.


MEMORIE E IMMAGINI
LA RENAZZO DI FINE ‘800
di Anita Alberghini Gallerani
1999
Collana “Quaderni e studi renazzesi” – n°2

Per l’autrice questo è il terzo volume dedicato alla storia del suo paese e, in perfetta continuità con i precedenti, si fonda sui racconti familiari e i suoi ricordi d’infanzia.
Evoca luoghi, persone, modi di vita e miti di una Renazzo che non c’è più, ma che ha segnato indelebilmente la nostra identità. È arricchito da una serie di fotografie scattate per lei da Giovanni Rabboni, delle ultime case “partecipanti” renazzesi. Quei poveri edifici, che lei avrebbe voluto salvare, non rappresentavano solo documenti storici, ma testimonianze di un vissuto di stenti e forza d’animo, di legami con la terra e sopravvivenza, e ci possono parlare ancora.

I volumi sono esauriti.


I BAMBINI DA FINE ‘800 AGLI ANNI ’50
Catalogo della mostra fotografica e di stampe d’epoca
1999

Allestita nelle sale di Villa Chiarelli, anche questa mostra ha voluto celebrare la memoria e fu realizzata con materiale raccolto in paese e nei dintorni. All’invito fatto dal Consiglio del Circolo, la gente rispose con l’invio di 300 foto, costringendolo ad una difficile selezione ma dimostrando grande interesse e coinvolgimento. Il porre l’accento sulle nostre origini non ha solo una connotazione nostalgica, ma vuol richiamare un mondo di valori che rischia di essere soffocato oggi da mutamenti sempre più rapidi; basta poco per scoprire che ormai fa parte di noi e del nostro modo di essere.
La mostra era arricchita da un’appendice preziosa, costituita da incisioni e stampe dell’800, sul tema dell’infanzia, gentile prestito di Alberto Alberghini e Sandra Cavicchi.

I cataloghi sono ancora disponibili.



ARTE GIOVANE
ESPRESSIONI DI CREATIVITÀ LOCALE
Catalogo della mostra
1998

Dopo le due mostre del 1997 dedicate alla narrazione del passato (“Foto di gruppo” e “Un campanile d’autore”), il Circolo punta al presente, con l’obiettivo di far emergere alcuni membri della nostra comunità dotate di creatività artistica e talento. Il titolo “Arte giovane” è stato scelto perché gli artisti partecipanti erano al loro esordio; le tecniche spaziavano dalla pittura alla scultura, alla ceramica, all’incisione e alla foto-poesia. Il gradimento dei visitatori è stato grande quanto la sorpresa di scoprire il fermento e la ricchezza di risorse presenti anche in una comunità “periferica” come la nostra. Anche questa mostra ha goduto del prestigio della sede che la ospitava: Villa Chiarelli.

I cataloghi sono ancora disponibili.


FOTO DI GRUPPO DELLA NOSTRA GENTE
IMMAGINI DI RENAZZO E DINTORNI DALL’INIZIO SECOLO FINO AGLI ANNI ’50
Catalogo della mostra fotografica
1997

L’intento del Circolo nell’organizzare questa mostra era scoprire e valorizzare la vita sociale che caratterizza la nostra storia. Le foto, circa 100, sono state prestate dai renazzesi e riprodotte da Giovanni Rabboni, esposte poi in sezioni che richiamavano gli ambiti della vita della comunità: lavoro, feste religiose e profane, vita in famiglia, tempo libero. Ha suscitato grande curiosità ed emozione nella gente, che ritrovava ricordi legati all’infanzia ed arricchiva la mostra con informazioni ed osservazioni, e ritornava accompagnando parenti ed amici a condividere questo viaggio nel tempo.
I giovani invece mostravano curiosità per questo mondo, e manifestavano compassione per le dure condizioni della vita ma anche rispetto per la tenacia dimostrata nella conquista di un futuro migliore.
Un motivo di ulteriore interesse è stato sicuramente la sede della mostra: Villa Chiarelli, riportata all’antica bellezza da Franco Govoni e messa a disposizione del Circolo con generosità.

I cataloghi sono esauriti.

 

 

 

 

UN CAMPANILE D’AUTORE
ANGELO VENTUROLI A RENAZZO
di Luigi Samoggia
1997
Collana “Quaderni e studi renazzesi” – n°1

1° volume della collana “Quaderni e studi renazzesi”, ideata dal presidente del Circolo Culturale “Amici del Museo” Bruno Bertelli “nella prospettiva di una seria valorizzazione della storia e della cultura locale”.
Fu realizzato in collaborazione con la parrocchia di Renazzo, nella persona di don Ivo Cevenini, fin da subito sostenitore e collaboratore del Circolo, con contributo della Cassa di Risparmio di Cento.
Attraverso la narrazione della storia della costruzione del campanile, l’autore ci fornisce un quadro vivo della comunità renazzese dell’epoca, direttamente coinvolta nella scelta e nella realizzazione del progetto. Alle informazioni storiche e tecniche si accompagnano scorci di vita paesana, in maniera fluida, rendendone piacevole la lettura. Il volume è corredato da numerose riproduzioni di disegni del Venturoli e fotografie storiche.

I volumi sono esauriti. Alcune copie sono ancora a disposizione presso la Parrocchia di Renazzo.